Una giornata a Gibilterra

8.06.2019
Oggi Gibilterra, terra strana! Da vedere!
Passaggio nel paese prima del confine La Linea de la Conceptión, palazzi trascurati e vie piene di personaggi più disparati.
Coda incredibile sotto il sole per passare la frontiera, pratica ormai dimenticata, per poi arrivare in una città diversa e lussuosa. Parcheggio carissimo ma centrale, un panino in uno dei tanti chioschetti, pagamento in euro con un cambio molto poco conveniente e poi una passeggiata per Main Street, sembra di essere davvero in un quartiere inglese con tanto di cassetta della posta, bidoni della spazzatura e cabine telefoniche in stile inglese. Abbiamo optato per il tour in taxi fino alla Rocca perché ci dava la possibilità di fare 4 tappe rispetto ad una sola della Cable Car.
Prima tappa, vista sullo Stretto di Gibilterra e sulle nebbiose coste africane e simbolico monumento delle colonne di Ercole “Pillars of Hercules”.
La nostra gita, con un fantastico gruppo di spagnoli chiassosi, prosegue alla seconda tappa, “Saint Micael’s Cave” dove iniziamo a vedere le prime scimmie. Una rete di grotte calcaree all’interno della Riserva Naturale ad un’altezza di oltre 300 metri s.l.m. illuminate da luci colorate e popolate da scimmie, la prima parte più grande viene utilizzata come teatro pe64904287_460275244799963_6236357092920262656_n.jpgr la splendida acustica.
All’uscita incontriamo una mamma scimmia con piccolino appena nato e il tassista ci spiega che sono 6 le famiglie di scimmie distribuite sull’Upper Rock per un totale di 250 esemplari tutti vaccinati e curati
La terza tappa è Apes Den poco più in alto dello Skywalker (che non visitiamo per scelta) il nostro autista attira le scimmie presenti con delle noccioline e fai in modo che salgano in spalla a chi lo desidera… è il punto più alto circa 430 metri s.l.m.; è anche presente una targa commemorativa per Monkey Michael la più longeva tra le scimmie della Rocca.
La discesa è più veloce, molto ripida e con curve strettissime, ci fermiamo in un altro punto panoramico in cui è presente un cannone della seconda guerra mondiale che, ci spiega, venivano trascinati su per la Rocca con cavi e anelli incassati nella roccia.
Parte del gruppo si ferma a visitare il World War Tunnel, un’enorme rete di gallerie che nascondeva praticamente l’intera città adattata alla sopravvivenza clandestina durante la seconda guerra mondiale, ma per noi diventerebbe troppo tardi quindi scendiamo e torniamo alla macchina. Altra infinita coda per uscire dalla frontiera….e si torna a Marbella.

Michelle Bernat

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